8 Giugno, 2020 -
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LA MORTE DI GIANNI DE ROSSI
STUDIOSO DI ANTICHITA’ PONTINE

durata e feroci nella esecuzione, che fruttarono rapine, rapimenti e incendi. Gianni De Rossi ai è molto dedicato alla sua passione di archeologo, dedicando tempo e studi alle Isole Pontine, che guardava con l’occhio dell’appassionato di storia antica. Sua è la firma della creazione e organizzazione dell’Antiquarium comunale di Ventotene, nel quale sono raccolte numerose testimonianze, piccole e grandi, della presenza di Giulia, figlia dell’imperatore Augusto, che le aveva fatto costruire una grandiosa villa sulle coste tufacee nord orientali dell’isola. Le cose scampate alle settecentesche raccolte antiquarie dell’ambasciatore inglese Lord Hamilton, col permesso dei Borboni padroni dell’isola, sono confluite nel piccolo ma ben allestito museo, dove sono contenute le altre testimonianze della presenza romana su Ventotene e lungo il suo mare, nel quale numerose onerarie affondarono. Libri molto dotti e molto colti firmati da De Rossi hanno raccolto la sua sapienza storica, esercitata col gusto della buona editoria e del dettaglio artistico. Docente di topografia all’Università di Salerno, Gianni De Rossi era innamorato anche di Fossanova, dove viveva le sue
giornate di riposo in un buen retiro messogli a disposizione da quella mecenate che fu Emanuela Di Stefano Verga, Signora del borgo medievale che si raccoglie attorno alla splendida abbazia gotico-cistercense. A essa De Rossi ha dedicato molti studi, anche qui confluiti in un piccolo ma sapiente museo, che racconta la storia che collega la romana Privernum all’abbazia cove morì San Tommaso d’Aquino. De Rossi è morto a Roma, sua città natale, al termine di un tormentato e doloroso percorso di malattia.
E’ certamente un Uomo da ricordare.