Nessun Commento LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE ALL’AMBIENTE
la settimana scorsa, commentando le sue indagini sul numero di caditoie che esistono a Latina e sul costo per mantenerle libere da intralci che impediscono lo svuotamento delle acque piovane, auspicavamo che Ella avrebbe assunto e fatto assumere subitanee manovre di bilancio per assicurarsi quel milione di euro che, secondo i Suoi calcoli, necessiterebbe per svuotarle subito. Il temporale della notte tra il 20 e il 21 ottobre, un nuovo temporale, largamente annunciato dai bollettini meteo, ha trasformato, per l’ennesima volta, la Città di Latina (la cui gestione è affidata a Lei e ai Suoi Colleghi Assessori, capitanati dal Sindaco), è andata “sott’acqua’?, come si dice con poche e spicce parole.
Registriamo questo nuovo fallimento dell’Amministrazione ma siamo costretti ad aggiungere un dettaglio. Il Comune, e nello specifico il Suo Assessorato, non solo ha ignorato una esigenza primaria, come la pulizia e quindi anche la salute pubblica, ma ha anche omesso di garantire la pulizia, l’igiene, la dignità di aree che appartengono direttamente al Comune. Pubblichiamo qui una orrenda fotografia ripresa la mattina del 21 ottobre, tra due palazzi di via degli Elleni: se non è abbastanza leggibile, diremo anche che se quel terreno fosse stato di privati, il Comune sarebbe intervenuto a danno degli stessi, con multe, denunce e diffide. E, invece, la cosa ridicola è che il Comune ha mandato davvero i Vigili Urbani, che hanno verbalizzato lo stato di schifo che esiste tra due palazzi del quartiere Santa Chiara, relativamente recenti, ma lo stava addebitando ai privati. I quali hanno poi precisato ai Vigili che stavano denunciando, multando e diffidando se stessi, cioè il Comune che è il proprietario di quell’area di confine. No sappiamo se i Vigili Urbani abbiano effettivamente contestato la pericolosa situazione al Comune, ma siamo certi che Lei vorrà accertarsene e provvedere -seduta stante – ad eliminare quello scandalo a cielo aperto. Magari prelevando il denaro dallo stanziamento per le feste natalizie. Non vorremmo che, alla fine, si accusassero il Natale, il Capodanno e l’Epifania per abuso di potere per aver sottratto alle esigenze civiche e di salute pubblica fondi destinati alla gloriose feste nell’isola pedonale. Sarebbe come rievocare la politica dei Romani antichi: date al popolo “panem et circenses”: ossia, fateli divertire e dimenticheranno tutto il brutto mondo in cui vivono.



