27 Ottobre, 2026 - Nessun Commento

LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE ALL’AMBIENTE

Eregio Assessore,

la settimana scorsa, commentando le sue indagini sul numero di caditoie che esistono a Latina e sul costo per mantenerle libere da intralci che impediscono lo svuotamento delle acque piovane, auspicavamo che Ella avrebbe assunto e fatto assumere subitanee manovre di bilancio per assicurarsi quel milione di euro che, secondo i Suoi calcoli, necessiterebbe per svuotarle subito. Il temporale della notte tra il 20 e il 21 ottobre, un nuovo temporale, largamente annunciato dai bollettini meteo, ha trasformato, per l’ennesima volta, la Città di Latina (la cui gestione è affidata a Lei e ai Suoi Colleghi Assessori, capitanati dal Sindaco), è andata “sott’acqua’?, come si dice con poche e spicce parole.

Registriamo questo nuovo fallimento dell’Amministrazione ma siamo costretti ad aggiungere un dettaglio. Il Comune, e nello specifico il Suo Assessorato, non solo ha ignorato una esigenza primaria, come la pulizia e quindi anche la salute pubblica, ma ha anche omesso di garantire la pulizia, l’igiene, la dignità di aree che appartengono direttamente al Comune. Pubblichiamo qui una orrenda fotografia ripresa la mattina del 21 ottobre, tra due palazzi di via degli Elleni: se non è abbastanza leggibile, diremo anche che se quel terreno fosse stato di privati, il Comune sarebbe intervenuto a danno degli stessi, con multe, denunce e diffide. E, invece, la cosa ridicola è che il Comune ha mandato davvero i Vigili Urbani, che hanno verbalizzato lo stato di schifo che esiste tra due palazzi del quartiere Santa Chiara, relativamente recenti, ma lo stava addebitando ai privati. I quali hanno poi precisato ai Vigili che stavano denunciando, multando e diffidando se stessi, cioè il Comune che è il proprietario di quell’area di confine. No sappiamo se i Vigili Urbani abbiano effettivamente contestato la pericolosa situazione al Comune, ma siamo certi che Lei vorrà accertarsene e provvedere -seduta stante – ad eliminare quello scandalo a cielo aperto. Magari prelevando il denaro dallo stanziamento per le feste natalizie. Non vorremmo che, alla fine, si accusassero il Natale, il Capodanno e l’Epifania per abuso di potere per aver sottratto alle esigenze civiche e di salute pubblica fondi destinati alla gloriose feste nell’isola pedonale. Sarebbe come rievocare la politica dei Romani antichi: date al popolo “panem et circenses”: ossia, fateli divertire e dimenticheranno tutto il brutto mondo in cui vivono.

 

26 Ottobre, 2026 - Nessun Commento

L’IMPROVVISA SCOMPARSA DI LUCIANO MARETTO, FOTOGRAFO

Latina comincia a denunciare i suoi limiti di Città, almeno per quanto mi riguarda. A luglio di quest’anno è deceduto a Latina il fotografo Luciano Maretto. Aveva il suo esercizio nella Circonvallazione, piazzale Gorizia, sotto la Ditta Foto Luciano, a poca distanza dalla chiesa di Santa Maria Goretti. E’ stato uno dei fotografi di grido de Il Messaggero anni Sessanta del Novecento, quando, giovanissimo,  si è distinto per tutta una serie di servizi fotografici, di cronaca, di inchiesta, di commento alla società dell’epoca. Aveva sostituito il leggendario Foto Mario nella Redazione di Latina, che all’epoca dirigevo. Giovane e pieno d’iniziativa non si limitava ad eseguire gli scatti che gli venivano chiesti – e che egli, da vero fotografo, interpretava dandogli la sua impronta – ma era egli stesso “giornalista” quando gli capitava a tiro di macchina fotografica un oggetto, una situazione peculiare, uno spunto degno di essere segnalato al Giornale e al suo pubblico di lettori. Era figlio di Mario  Maretto che era stato negli anni Sessanta presidente della Cassa Mutua Artigiani, prima che questa venisse assorbita dall’Inps. Era la Latina che cercava la propria strada verso lo sviluppo nuovo, con politici  migliori delle generazioni successive, quando   l’artigianato pontino affidato alla direzione di Lucio Zannella. Luciano è stato uno dei primi artigiani-commercianti, con attrezzature moderne, laboratori che preparavano le foto da mandare a Roma in pochi minuti, in tempo per prendere le nostre buste “fuori sacco” che venivano portate a mano in stazione e consegnate all’apposito vagone postale per la consegna al corriere de Il Messaggero. Poi vennero le telex, e i mezzi di trasmissione volavano via etere. Mario Moretto, a sua volta, era uno di quei signori sempre distinti e in ordine, abituato per la carica ad avere contatti con politici e tecnici, e a far marciare la sua Cassa Mutua. Aveva trasmesso al figlio Luciano  uno spirito di simpatia  di semplicità, oltre a una rigorosa severità per la professione interpretata come storia di una Città in crescita. Luciano Maretto è morto in tre giorni, prostrato da un malessere improvviso e micidiale. Questo è un ricordo personale di un suo amico, oltre che collega nel giornalismo quotidiano, che aveva saputo apprezzarlo, tanto da rimanergli amico anche quando avevamo entrambi lasciato Il Messaggero, un “secolo” fa. Un amico che non ho potuto onorarlo in morte, perché questa Città ha perduto le antiche radici, le familiarità, le vicinanze ed è rimasta silenziosa nella morte di un suo Cittadino meritevole. Riposa in Pace, caro Luciano.

19 Ottobre, 2026 - 1 Commento

FORMIA. UN MONUMENTO PER LA SALVAGUARDIA DELLA NATURA

Nella piazza del lungomare di Santo Janni a Formia, è stata inaugurata la scultura monumentale “Il Dado della Terra”, opera dell’architetto Salvatore Ciccone ispirata al piccolo cubo del’artista statunitense John Mundell The Earth Cube contenente  messaggi ecologici. A sua volta il cubo di Mundell si ispira al Dado dell’Amore di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolarini. L’opera formiana nasce dal locale gruppo del Movimento dei Focolairni,ed è stata  finanziata dagli aderenti al Movimento e da sponsor e accolta dall’Amministrazione civica nella piazza  di Santo Janni, rinnovata e aperta nel luglio scorso nella Festa della Bandiera Blu assegnata per il secondo anno a Formia. La manifestazione ha avuto una larga partecipazione della cittadinanza, condividendo le necessità ambientali soprattutto con gli studenti delle scuole, delle quali alcune rappresentanze hanno esposto saggi su temi di salvaguardia della Natura.  Tra gli intervenuti Paola Bastoni, esponente del Movimento dei Focolarini, il sindaco di Formia Gianluca Taddeo e l’Assessora alla Cultura Luigia Bonelli., la manifestazione è stata arricchita dall’esposizione di John Mundell, appositamente venuto dagli Stati Uniti con la moglie Julie, che ha esposto le sue teorie raffigurate nel suo Dado, ricevendo dal Sindaco una targa ricordo dell’evento.

Il monumento è stato progettato dall’ architetto Salvatore Ciccone e realizzato nella sua entità geometrica di esaedro, in una struttura in ferro come caratteristica scultura con la collaborazione artistico-artigianale di Antonio Assaiante di Itri, per le parti in ferro; di Antonello Filosa, nel suo laboratorio “La Meridiana” in Formia, per le facce illustrate su piastrelle di ceramica dipinta a mano; e da Luca Pignatiello di Gaet, per  l’incollaggio e le finiture generali.  L’opera, collocata al centro di un’ampia aiuola circolare, vuole essere un messaggio per la salvaguardia della Natura, con  il ferro e il colore ruggine della struttura, e con  la ceramica multi cromatica  che richiama i quattro elementi, fuoco, terra, acqua, aria, formanti ogni corpo fin dall’antica filosofia greca.  Il  monumento di Formia è prototipo nel mondo, autorizzato da Mundell anche per repliche in altri luoghi.

 

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